Prima del 1799

I proprietari di terre a Jalmicco

I Virgolini a Jalmicco con ogni probabilità erano contadini, cioè lavoravano la terra per conto d’altri: potevano essere coloni o affittuari o “sottani” cioè lavoranti a giornata.
In un’altra pagina di questo sito abbiamo letto che nel 1683 Giacomo e Giuseppe Virgolini, figli di Giovanni, avevano venduto un pezzo di terra “arativa” posto nel territorio di Nogaredo in località “la braida in via di Jalmicho”, per un totale di due campi, al signor Marco Delli Nepoti al prezzo di ducati 90, lire 5 e soldi 4 (Archivio di Stato di Gorizia, Notaio Leoncini Carlo, busta 9, fascicolo 106, carta 138). E si faceva l’ipotesi che poi si fossero messi probabilmente al servizio del compratore di quei terreni come affittuari o come coloni o come “sottani”.
La “braida” è un campo aperto, di solito destinato al pascolo proprio perché non recintato. I campi venduti dai Virgolini probabilmente erano i campi normali che misuravano 840 tavole cioè circa m2 3500 (mentre il campo grande, di 1240 tavole misurava poco più di 5200 m2) .

Nella seconda metà del Settecento, in una delle versioni del Catasto teresiano (dal nome dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria che l’aveva voluto) che è conservato all’Archivio di Stato di Gorizia compare il nome di Virgolini Michele come proprietario di campi sia a Jalmicco che a Nogaredo ed è tassato per una somma molto bassa (somma che corrisponde a circa un ventesimo della tassa che è pagata dal maggiore dei proprietari terrieri che è Vincenzo Agricola). Tra gli altri grandi proprietari allora figuravano i Gorizzutti e il Convento dei Domenicani di Cividale (Archivio di Stato di Gorizia, Catasto giuseppino, 1785-1790teresiano. Ristretti di Gradisca. Registri 133-136).
Non sappiamo niente di questo Michele mentre abbiamo la registrazione dell’atto di morte nel 1814 di un Michele Virgolini, di anni 60, vedovo di Maria Paviotto di Jalmicco e figlio di Valentino e di Maddalena Macor, che è qualificato come “mendicante”.

Un documento sicuro sono i dati del Catasto del 1832 che fotografa a quella data la distribuzione delle proprietà di case e di terreni nel territorio di Jalmicco. (Archivio di Stato di Udine, Catasto detto austriaco. Ialmicco 1857, in “Sommarioni”, IX).
Il catasto in questione era una delle ultime revisioni del “Catasto teresiano” della metà del Settecento che l’imperatrice Maria Teresa aveva voluto esteso anche ai possedimenti lombardi e che, dopo la conquista del Veneto e del Friuli con la caduta di Napoleone, era stato applicato anche a quei territori. Il documento qui utilizzato porta la data “Milano, li 17 decembre 1832” e va collegato alla pianta catastale di Jalmicco che porta la data delle revisioni effettuate nel 1833 e 1841 che viene presentata in questa pagina (il Catasto nella provincia di Udine entrerà in vigore nel 1851).

Pianta catastale di Jalmicco

Chi avesse occhi buoni o gli strumenti adatti potrebbe leggere per ogni pezzo di terreno il numero che lo identifica e ritrovare così il nome del proprietario nei fogli catastali ai quali si fa riferimento. (e dei quali si presenta un esempio).
Questi fogli catastali, per ogni particella di terreno e per ogni fabbricato, indicano il nome del proprietario, la qualità del terreno e la destinazione del terreno o del fabbricato, l’ampiezza del terreno che è misurato in “pertiche censuarie”. I terreni sono identificati in due modi: dal luogo dove si trovano e dalla loro destinazione produttiva.
I luoghi indicati sono i seguenti: “Braidutis”, “Persiche”, “Al viale”, “Armentarezza”, “Via di Ernaldo”, “Saragini”, “Jalmico”, “Ai campi”, “Via di S. Vito”, “Gleris”, “Al prato”, “Via di Jalmico”, “Ai pradazzi”, “Ai prati”, “Comunali”.
La qualità dei terreni era distinta in: “Aratorio-vitato”, “Prato”, “Zerbo”, “Pascolo”, “Orto”.
Gli edifici erano invece distinti a seconda che fosse la “Casa da massaro”, “Casa di propria abitazione”, “Casa d’affitto”, “Casa da gastaldo”.
La pertica censuaria era un terreno corrispondente a circa m2 600 ma era anche un modo per valutare il valore di una proprietà fondiaria o immobiliare.

I nomi più frequenti segnati nel Catasto del 1832 sono i seguenti:

  • Gorizzutti Girolamo quondam Giuseppe;
  • Urbanis Domenico di Giuseppe;
  • Agricola Vincenzo di Giulio;
  • Fabbrica della chiesa di S. Maria Maddalena di Jalmicco;
  • Petrei Girolamo quondam Pietro;
  • De Nipoti Antonio quondam Marco;
  • Comune di Jalmicco.

Tutte le proprietà che sono tassate per più di 10 “pertiche censuarie: appartengono a questi soggetti (cioè si può calcolare tra l’80 e il 90% dell’intero territorio del paese).
Una sola volta compare il cognome “Virgolini”: è “Virgolini Steffano quondam Giuseppe” che ha un terreno “Aratorio e vitato” per 9,64 o 11,64 “pertiche censuarie” sulla “Via di Jalmicco”.
I Minigutti compaiono come affittuari e proprietari di abitazioni: Minigutti Giacomo quondam Francesco ha una “casa di affitto”; Minigutti Domenico quondam Giacomo ha una “Casa d’affitto a piano terreno”; Minigutti Antonio quondam Giacomo ha una “casa di propria abitazione con primo piano superiore”; infine Minigutti Giacomo quondam Francesco con De Nipoti Antonio quondam Marco gestiscono una “Corte promiscua”. Il valore di queste case in “pertiche censuarie” è inferiore a 1 e questo fa pensare ad abitazioni modeste (vi sono case con valore superiore a 2).
Foglio del catasto con il nome di Stefano Virgolini al n. 1234

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